Questo sito non promuove la vendita di alcolici e non incoraggia a bere vino o altre bevande alcoliche, ma tratta esclusivamente il collezionismo dei tappi usati delle bottiglie.

Kirkland Signature: il mondo dietro le capsule

Chi colleziona le capsule di spumanti e vini frizzanti ha sicuramente incontrato, almeno una volta, quelle marchiate Kirkland Signature. Una presenza curiosa, spesso considerata “misteriosa”, perché dietro a quel nome non c’è una cantina tradizionale ma un intero universo commerciale. Eppure, molti appassionati che conservano queste capsule non conoscono davvero la storia, la filosofia e il valore enologico che si nasconde dietro questo marchio.

KRL-001 KRL-001a

Kirkland Signature è infatti la linea di vini a marchio privato di Costco, il gigante della distribuzione internazionale, ed è oggi riconosciuta per un sorprendente rapporto qualità-prezzo che ha catturato l’attenzione di consumatori e critici. Il nome Kirkland è dovuto al fatto che la sede centrale della Costco si trovava tra il 1987 e il 1996 nella città di Kirkland (Washington).

Un marchio privato, molte cantine

I vini Kirkland Signature  non provengono da una singola cantina, ma da una rete di produttori selezionati da Costco in varie regioni del mondo. Collaborano spesso cantine di grande esperienza – i cui nomi solitamente non sono dichiarati – ma la qualità dei vini racconta la mano di professionisti capaci.

La forza del marchio? Proporre bottiglie con denominazioni autentiche, come Rioja Reserva, Barolo, Napa Valley Cabernet Sauvignon o Asolo Prosecco Superiore DOCG, a prezzi decisamente competitivi rispetto alla media del mercato.

Dietro l’etichetta: i partner italiani dietro Kirkland Signature

In Italia, i vini Kirkland Signature sono imbottigliati in diverse rinomate regioni vinicole, spesso da produttori noti i cui nomi non compaiono in etichetta, ma sono identificabili tramite i codici ID presenti sulle bottiglie.

Piemonte: Il Kirkland Signature Barolo DOCG, ad esempio, proviene dalla prestigiosa zona di Serralunga d’Alba. È stato confermato che un noto produttore piemontese, Fontanafredda, produceva alcune delle bottiglie di Barolo per Costco.

Toscana: Il Kirkland Signature Chianti Classico Riserva è prodotto da Barone Ricasoli, un produttore di alta qualità e molto rispettato nella regione del Chianti.

Friuli-Venezia Giulia: Il Kirkland Signature Pinot Grigio proviene dalla regione del Friuli Grave, una zona a clima fresco a cavallo del fiume Tagliamento, tra le province di Pordenone e Udine.

Veneto: il Prosecco Superiore DOCG e la sua variante Asolo Prosecco Superiore DOCG vengono imbottigliati in Veneto, spesso in collaborazione con produttori affermati della zona di Conegliano-Valdobbiadene, territorio simbolo della denominazione DOCG, garantendo così autenticità e standard qualitativi elevati.

Kirkland Signature Prosecco Valdobbiadene

Dove si trovano i vini Kirkland Signature

I vini Kirkland Signature si trovano soprattutto nei magazzini Costco dei paesi dove la catena è presente, come Stati Uniti, Canada e Regno Unito, e tramite il loro sito online, che però non effettua spedizioni in Italia. Senza punti vendita ufficiali nel nostro paese, reperire queste bottiglie può essere più complicato, spesso richiedendo l’intermediazione di importatori esteri.

Prosecco Kirkland a rischio: ritiro negli USA

kirkland proseccoNel settembre 2025 è scattato un allarme per le bottiglie di Costco etichettate “Kirkland Signature Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG”: circa 941.400 bottiglie sono state ritirate dal mercato negli Stati Uniti su segnalazione della US Consumer Product Safety Commission (CPSC), a causa del rischio che potessero esplodere spontaneamente, anche se mai maneggiate. Il problema sarebbe riconducibile a difetti del vetro o a una pressione interna anomala; in alcuni casi si sarebbero verificate rotture improvvise con conseguenti ferite.

La vicenda ha suscitato preoccupazione non solo negli Stati Uniti, ma anche in Italia, dove il Prosecco attraversa un periodo delicato a causa dei dazi imposti sul mercato americano.

L’episodio rischia di intaccare l’immagine delle bollicine venete, che ogni anno esportano milioni di bottiglie negli USA e costituiscono una voce significativa dell’economia locale. Gli esperti precisano che il prodotto coinvolto è una “private label”, una linea realizzata appositamente per il mercato statunitense, a basso costo e con standard qualitativi generalmente inferiori rispetto ai marchi storici. L’imbottigliatore, la società F&F Fine Wines International, distribuisce il marchio negli Stati Uniti tramite Ethica Wines.

Un commento

  1. Informazioni molto interessanti che non conoscevo.
    Grazie per questa interessante storia contemporanea, complimenti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *